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Nadal schianta Federer: 7° titolo al Foro

Questo contenuto è stato pubblicato 10 anni fa. Potrebbe essere riferito ad un’edizione passata degli Internazionali d’Italia.

Il “Signore della terra” è sempre lui, Rafa Nadal da Manacor. Lo spagnolo ha conquistato il suo settimo titolo agli Internazionali BNL d’Italia superando per 61 63 in una finale senza storia – la più veloce da quando si gioca al meglio dei tre set – lo svizzero Roger Federer. Con 5 titoli stagionali sul rosso il maiorchino prenota lo scettro anche per il Roland Garros. E se questa non è la sua forma tennistica migliore, poco ci manca.

Capitolo 30 – Roger e Rafa hanno scritto le pagine più belle degli ultimi dieci anni di storia del tennis. Semplicemente 28 trofei Slam in due: 17 per l’elvetico (record), 11 per il maiorchino. Il 30esimo capitolo di un romanzo incredibile (e non certamente l’ultimo come aveva sottolineato Nadal alla vigilia) non è stato però all’altezza di molti dei precedenti. Distante anni luce, tanto per fare un esempio, dalla splendida finale del 2006 – l’ultima della storia del torneo giocata al meglio dei cinque set – vinta dallo lo spagnolo (ma annullando 2 match point) come quasi sempre è accaduto quando i due si sono affrontati sul rosso dove Rafa è ora avanti 13-2 (il computo totale delle sfide recita 20-10 sempre per il maiorchino). La finale comincia con un ace di Federer, ma è solo un lampo. Lo svizzero difende il primo turno di servizio ma già al secondo (terzo game) concede il break spedendo fuori il diritto. Nel quinto gioco ancora due chance di break per Nadal che con il diritto non se lo fa ripetere due volte e sale 4-1 e poi 5-1. Sull’ennesimo errore di Federer terzo break per Nadal che archivia il primo parziale per 61, in appena 24 minuti. Dall’1-1 sono solo tre i punti realizzato da Federer, ed il sospetto che possa avere qualche problema fisico (di nuovo la schiena?) c’è. Anche perché nel corso del torneo lo svizzero era apparso in forma ed era arrivato in finale senza perdere un set (due, invece, quelli lasciati per strada da Nadal): a fine match il suo saldo sarà decisamente negativo, con 32 errori gratuiti contro appena 15 vincenti. In avvio di seconda frazione Roger si procura la prima palla break del match ma la spreca: Rafa tira vincenti anche di rovescio e sale 1-0. Nel secondo gioco, puntuale, arriva il break per Nadal che poi di slancio vola 3-0. Nel quarto game, seppure a fatica, Federer riesce a tenere un turno di servizio interrompendo la striscia di nove game consecutivi del maiorchino (3-1). Ancora palla break per Rafa nel sesto gioco, ma Federer la annulla con un guizzo d’orgoglio: due punti più tardi, però, il maiorchino tira fuori dal cilindro un magnifico passante di rovescio che accarezza tutto il lungolinea e sale 5-1. Solo al momento di chiudere Rafa si distrae un attimo: perde il servizio a zero con Federer che tiene anche il turno di battuta successivo (5-3). La fine però è solo rimandata: con un servizio vincente Nadal diventa per la settima volta re di Roma.  

Tabù Roma per Roger – Per uno che ha vinto 76 titoli (ma solo 10 sulla terra rossa, anzi 9 perché Madrid 2012 si è giocato sulla terra blu!) non dovrebbe essere poi così importante. Ed invece a trionfare al Foro Italico Roger Federer ci teneva parecchio. Per il 31enne di Basilea quella contro Rafa è stata la terza finale giocata a Roma. Le altre due le ha perse nel  2006, battuto – con tanto di doppio match point a favore – ancora da Nadal, e nel 2003, stoppato – incredibilmente – da un altro spagnolo, Felix Mantilla. Da sottolineare che a Roger non capitava dal 1999, suo primo anno sul circuito maggiore, di dover attendere fino al mese di maggio per giocare la sua prima finale di stagione. 

Il “Signore della terra” –  Rafa Nadal ha trovato il suo tennis migliore nel corso del torneo. Sembra trascorsa un’infinità di tempo dal 61 (che per un niente non è stato un 60) rimediato nel primo set contro Gulbis negli ottavi alla splendida performance offerta in finale. Ed invece si tratta di soli quattro giorni. Al Foro Italico il 26enne mancino di Manacor ha giocato otto finali vincendone sette (2005, 2006, 2007, 2009, 2010, 2012 e 2013): l’unica sconfitta nel match clou il maiorchino l’ha rimediata da Djokovic nel 2011. Rientrato a febbraio dopo uno stop di sette mesi per l’infortunio al ginocchio, Rafa ha disputato otto tornei vincendone sei (di cui uno, Indian Wells, sul cemento) e perdendo due volte in finale: da Zeballos a Vina del Mar (il torneo del rientro) e da Djokovic a Montecarlo. Quello di Roma è il 56simo titolo vinto in carriera (il 41esimo sul rosso): Rafa ha anche ritoccato il suo record di Masters 1000 portandolo a quota 24.

http://www.atpworldtour.com/posting/2013/416/mds.pdf

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