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NOLE, CHE FATICA!
Djokovic non brilla ma vola in semifinale

Questo contenuto è stato pubblicato 2 anni fa. Potrebbe essere riferito ad un’edizione passata degli Internazionali d’Italia.

Esattamente una settimana fa Dominik Koepfer faceva il suo esordio nelle qualificazioni agli Internazionali BNL d’Italia superando Flavio Cobolli in tre set, gli stessi di cui ha avuto bisogno Novak Djokovic per batterlo ed accedere per l’undicesima volta (settima consecutiva) alle semifinali degli Internazionali BNL d’Italia. Il numero 1 del mondo, apparso ben lontano dalla sfavillante condizione mostrata prima della storica squalifica da Flushing Meadows, ha impiegato oltre due ore per venire a capo del tedesco, sconfitto con il punteggio di 6-3 4-6 6-3.  Il risultato finale la dice lunga sul delicato momento psicologico del serbo, apparso troppo spesso privo del suo più noto marchio di fabbrica: il ‘killer instinct’. Tra lui e la decima finale al Foro Italico c’è il norvegese Casper Ruud, giustiziere in tre set di Matteo Berrettini.

Delle 29 vittorie su 30 match archiviate in stagione dal diciassette volte campione Slam, è senza dubbio questa a lasciare dietro di sé più di qualche interrogativo. Per il tennis espresso, per il nervosismo ancora visibilmente palpabile (“Non è la prima e non sarà l’ultima racchetta che spaccherò in carriera”, non sono perfetto o continuerò a lavorare duro per limitare il più possibile episodi del genere – ha spiegato Djokovic in conferenza stampa), per le incognite legate al futuro. E Koepfer? Bene, molto bene. Grazie. Il ‘tedesco d’America’, giunto ai quarti di finale alla sua prima apparizione nel main draw di un Masters 1000, ha dimostrato che un posto tra i migliori otto di Roma è tutto fuorché casuale e che le vittorie su Simon, Kukushkin, De Minaur, Monfils e Musetti sono frutto del duro lavoro realizzato negli anni negli Stati Uniti d’America. Il connubio con Ryhne Williams, ex numero 114 ATP, funziona.

Il 4-0 con il quale il 33enne di Belgrado mette spalle al muro l’avversario nei primi giochi dell’incontro è solo un fuoco di paglia. Punto dopo punto Koepfer inizia a carburare, chiedendo aiuto al suo efficace servizio mancino. Il diritto in cross funziona che è una meraviglia, così come la saggia alternanza tra palle prive di peso e brusche accelerazioni. Scattato l’allarme, Djokovic mette nuovamente in funzione il pilota automatico e chiude 6-3 in 39 minuti con appena quattro vincenti a referto.

Il secondo parziale si apre con il break a zero subito dal tedesco e la sensazione che la partita abbia vita breve. 68 semifinali nei Masters1000 sono un dato impressionante per immaginare un calo d’attenzione così brusco, e invece. Il vincitore degli ultimi Australian Open allenta troppo presto la corda e gli errori non tardano ad arrivare, spesso frutto di scelte affrettate e scevre da acume tattico. Nossignore, il vero ‘Nole’ non è questo. Con la personalità di un veterano, Koepfer annulla tre palle break potenzialmente letali nel nono game e al primo set point mette il punto esclamativo approfittando di un errore banale del serbo con il diritto.

Nel terzo e decisivo set esce fuori tutta l’esperienza della prima forza del seeding. Il break nel terzo gioco spegne le velleità del numero 97 del mondo (da lunedì nei primi 70 e conseguente best ranking), mai domo anche negli ultimi scampoli della sfida. “L’avversario di oggi – ha dichiarato Djokovic dopo aver salutato ancora il “pubblico fantasma” del Centrale – mi ha messo parecchio in difficoltà. I suoi fondamentali sono ottimi ed è in grado di offrire una palla piuttosto fastidiosa e complessa da poter gestire. Sfrutta bene gli angoli, anche grazie al servizio mancino, e riesce spesso a tenere grande profondità. Si era meritato di giocare i quarti di finale. Ruud?  Ho visto alcuni giochi della sua partita di oggi prima di andarmi a preparare. Anche lui è uno specialista della terra battuta, la superficie sulla quale si sente maggiormente a suo agio, anche se è in grado di adattarsi a varie situazioni di gioco. Parto favorito in virtù del ranking ma è il primo match tra di noi e voglio farmi trovare pronto per questa sfida. Con il mio team sfrutteremo al meglio la video analisi con l’obiettivo di non lasciare nulla al caso. Sarà una grande partita”.

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